The Originals 5×02: ritorno a New Orleans – Recensione

Serie Tv

Written by:

Nuova settimana, nuova puntata di The Originals.

Dopo la staticità che ha caratterizzato il primo episodio, la situazione cambia: c’è più azione, ci sono più scoperte, e sembra proprio che la storia stia cominciando a muoversi. The Originals pare quasi aver dichiarato, in questa puntata, che l’ultima stagione sarà degna delle precedenti.

Ritorno a New Orleans

Come la fine della precedente puntata suggeriva, le grandi forze che nella quarta stagione si erano separate confluiscono a New Orleans.

Marcel, tempo neanche di sistemarsi, ha ripreso il comando della città, chiamandosi nuovamente “king of the city”. Nominativo azzardato, essendo stato lontano per sette anni. Il clan di vampiri non sembra essere particolarmente contrario al suo ritorno, ma nemmeno troppo entusiasta. Come gli fa notare Joshua ad un certo punto della puntata, il super-vampiro è stato via per sette lunghi anni, e deve rendersi conto che le cose sono cambiate, a cominciare dalle dinamiche fra le differenti fazioni. Ci sono vampiri che vogliono vendetta per la morte di Poppy e punire Henry, cosa a cui Marcel è contrario, ma finisce comunque per intervenire e imporre nuovamente la sua autorità. Con i licantropi si mostra dapprima minaccioso, poi disponibile, il che fa pensare che effettivamente sì, un suo cambiamento è avvenuto (amato o odiato che sia, le politiche di Marcel non sono sempre state apprezzate in The Originals, anzi, lui stesso agendo nel “nome della città” o sotto equità, rispetto e varie ha causato non pochi problemi), ma non totale. Sembra quasi disperato di riaffermare il suo potere, perché consapevole che sotto sotto senza l’aiuto di chi è rimasto, da Joshua ad altri vampiri suoi fidati, non riuscirà mai a mantenere l’autorità fra i vampiri, né in città.

Anche Klaus torna a New Orleans, e la prima persona che incontra è sua sorella Freya. Reunion molto dolce, volta anche a sottolineare la somiglianza dei due fratelli Mikaelson. Come affermato dall’Originale stesso, “mio fratello [Elijah] illuminava la mia strada”, ma è Freya la persona che gli somiglia di più. Entrambi i personaggi hanno mille e più sfaccettature, e rivederli insieme è un piacere per ogni singolo fan. Il suo obiettivo è semplice ed è subito messo in chiaro: vuole ritrovare Hayley e poi tornare sulla sua strada, in modo da non mettere a rischio la figlia. Ma deve farlo al più presto, perché la magia dell’Ombra sta già facendo effetto: non solo in casa Mikaelson, ma anche per la città, spuntano dal nulla grossi serpenti.

Emozionanti reunion

Quando si vedono fiori appassire e serpenti spuntare dal nulla, questo significa solo una cosa: l’Ombra è vicina, e se c’è questa magia vuol dire che c’è un Vampiro Originale che la porta.

Klaus ha bisogno di un aiuto per trovare la madre di sua figlia, capendo che da solo, specialmente con la giovane che cerca continuamente un contatto che lui, per evitare ripercussioni, cerca di sviare, non ce l’avrebbe fatta. Si allea, quindi, con Marcel. Rivederli insieme sullo schermo è stato emozionante, nonostante il loro incontro dopo sette anni sia stato ostile, con tanto di ironia da parte di Klaus a proposito della fine della relazione del vampiro con la sorella. Eppure, riescono a mettere da parte le proprie differenze e arrivano a fondo della faccenda di Hayley, scoprendo che è stata Hope, almeno in principio, a rapirla e metterla, addormentata, sotto un potente incantesimo che ne impediva la localizzazione, in modo da far tornare il padre in città e finalmente vederlo. Questo dimostra nuovamente che questo duo, nonostante tutto ciò che hanno vissuto, funziona bene, e sarebbe bello vederli collaborare molto di più. In fondo, in quanti sperano che The Originals finisca con questi due personaggi che, finalmente, riescono ad appianare le loro differenze e riconciliarsi una volta per tutte?

La reunion fra Klaus e Hope avviene dopo alcuni tentativi da parte dell’Originale di non vedere la figlia, ma il confronto è inevitabile. Dopo sette anni senza vedersi e cinque senza sentirsi, in molti avevano predetto che un qualsiasi tipo di reunion sarebbe stato emozionante. Ed è stato questo il caso. Ogni scena fra i due è stata scritta, recitata e girata alla perfezione. Ben visibile tutto il dolore di Klaus per il non potersi avvicinare alla figlia, così come la tristezza e la rabbia di Hope per non aver avuto un padre in quegli anni, e la disperata ricerca di un perché, di una ragione che possa giustificare il comportamento del genitore. Comprende la rabbia del padre quando salta fuori la verità, ma al contempo non si pente per nulla delle sue azioni, perché è una Mikaelson, in fondo, ben decisa su quello che fa.

Il confronto finale, in un concitato campo-controcampo veloce quanto i dialoghi, emerge nuovamente quanto padre e figlia si somiglino, e quanto, nonostante vengano dette cose di cui ci si può in fretta pentire, in qualche modo torneranno sempre indietro l’uno dall’altra, perché entrambi sono Mikaelson, ed essi hanno una promessa che li lega: “always and forever”.

Una perfetta Mikaelson

L’intera puntata è incentrata sulla figura di Hope, in un modo o nell’altro. Un ricordo della ragazza apre la puntata (è stato bello rivedere la piccola attrice che interpretava il personaggio la scorsa stagione), ed ecco che lo spettatore si trova davanti una piccola Hope intenta, nella sua camera, a praticare la magia. Il motivo è semplice: le manca il padre, e vuole sapere dove si trova e cosa fa. Come è già stato detto nella puntata precedente, però, Klaus è in una killing spree. Si scopre qui che la sua missione di uccidere tutti i nemici della famiglia è partita immediatamente, tanto che tramite la magia Hope riesce a vedere una delle uccisioni del padre, rimanendo sconvolta. È stato svelato il motivo per cui il Vampiro Originale non ha più contattato la figlia, quindi: non voleva, per il suo bene, essere visto in quella maniera da lei. Peccato che, nel corso della puntata, lo spettatore si renda conto di non aver più davanti la dolce bambina amante della pittura della stagione precedente, ma una perfetta Mikaelson. Sì, perché Hope è esattamente come il padre, e rappresenta ogni singola caratteristica della famiglia: è decisamente intelligente, sa manipolare, ingannare, tutto a nome dei Mikaelson, di quel “always and forever” che ritorna sempre, ancora e ancora, in una spirale che non verrà mai spezzata. Da aggiungere il fatto che, essendo un’adolescente, ancora di più non sa la differenza su ciò che è veramente giusto e sbagliato, e non sa affrontare le conseguenze delle sue azioni. Una perfetta Mikaelson, davvero.

La rovina di ognuno di noi

Vincent rimane paranoico – a ragione, anche. Convinto da Freya, riesce a farsi leggere il futuro, non il suo, ma quello dell’intera città e della sua gente, ciò di cui ha davvero paura. E le carte parlano chiaro: ciò che era stato predetto nella prima stagione di The Originals è vero, Hope Mikaelson sarà la vera rovina di tutti loro. E qui sorge il grande enigma di non solo questa puntata, ma l’intera stagione. In che modo Hope sarà la rovina di New Orleans? C’è la possibilità, come affermato dallo stesso Vincent, che la ragazza sia abbastanza potente da cambiare il corso degli eventi?

Un’ulteriore analisi

Questa puntata di The Originals ha messo in moto gli eventi che si scateneranno questa stagione, e nonostante manchi poco al finale, in un’ora di puntata si può fare in modo che ogni singolo enigma venga risolto e che si dia una degna conclusione alla serie. Due aspetti di questo episodio meritano una separata analisi.

La prima è senza dubbio la strana entità che sembra aggirarsi per la città. Dopo che Marcel è riuscito a farsi consegnare Henry e a punirlo come si usa, questa strana forza (che, si deduce, sia anche la stessa che ha rotto l’incantesimo di Hope e preso Hayley) non solo lo libera, ma lo uccide strappandogli il cuore dal petto per poi appenderlo ad un palazzo del quartiere francese, come se fosse morto per impiccagione. Sicuramente l’ibrido non meritava questa fine, e Hope dovrà fare i conti con le conseguenze delle sue azioni: in fondo, a trasformarlo è stata lei, come è stata lei, tramite l’influenza da sire su di lui, a convincerlo a rapire sua madre e a finire nei guai sia con i lupi mannari che con i vampiri. E adesso questa entità sembra avere Hayley. È potente, ha spezzato l’incantesimo che la teneva nascosta e ha vinto qualsiasi tipo di combattimento che l’ibrido ha fatto per cercare di proteggersi. Non resta altro da fare, a chi scrive e agli altri spettatori, di continuare a seguire la serie e vedere a cosa tutto questo porterà.

Un secondo aspetto, forse un po’ meno serio, sta nella figura di Roman. Vampiro, compagno di scuola di cui Hope ha, senza ombra di dubbio, una cotta tipica degli adolescenti della sua età. A sorpresa il ragazzo la va a trovare, rimanendo in casa Mikaelson per tutta la puntata. Nonostante al momento non sembri avere niente di irregolare, chi scrive fa fatica a fidarsi del giovane vampiro. Sbirciare nel file di Hope per raggiungerla e insistere per farsi rivelare la sua vera identità – cosa che, tra l’altro, la ragazza fa – non è un modo per fare una buona impressione, né ispira particolarmente fiducia.

Un piccolo bonus viene da chi scrive ed è un piccolo riferimento alle stagioni precedenti: Joshua nomina Aiden, facendo probabilmente sciogliere in lacrime i fan di questa coppia, pensando a quanto il licantropo sia stato ucciso in modo atroce e strappato alla serie troppo presto.

Nel complesso, puntata interessante, ricca di avvenimenti e premesse per gli undici episodi restanti. Adesso resta da trovare (e salvare?) Hayley, cercare nuovamente un modo per distruggere l’Ombra riunendo la famiglia e, perché no, far tornare la memoria ad Elijah.

The Originals ha altri undici episodi prima della fine, e promette di non deludere in nessuno di questi.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *