The Originals 5×03: un nuovo Elijah Mikaelson – recensione

Serie Tv

Written by:

Dopo la reunion fra Klaus con la figlia Hope nello scorso episodio, la serie si prende una pausa dai movimentati avvenimenti di New Orleans, andando a concentrarsi su un personaggio di cui tutti gli spettatori aspettano di sapere la storia di questi sette anni: Elijah Mikaelson.

L’episodio è stato diretto da Joseph Morgan, interprete di Klaus, che ha già diretto altri due episodi della serie tv – la 3×17, “Behind the Black Horizon”, e la 4×04, “Keepers of the House” – dando prova di essere un regista degno del nome, utilizzando tecniche di regia classiche ma molto efficaci.

Senza memoria

La puntata inizia con un confuso Elijah che scende da un autobus nel mezzo del nulla, non sapendo né come è arrivato fino a lì né chi sia. Qui, la figura dell’Originale è ripresa dal basso verso l’alto, come a conferirgli potenza nonostante la situazione in cui è (più avanti nella puntata, Morgan fa l’inverso: in un momento di potenza assoluta da parte del vampiro, l’inquadratura è dall’alto verso in basso, come se lo spettatore lo stesse guardando da un piedistallo). Perché sì, nonostante la mancanza di memoria, si tratta di Elijah Mikaelson.

La soggiogazione di Marcel sembra aver fatto effetto, tanto che l’Originale sembra essersi addirittura dimenticato di essere un vampiro, cosa che però riscopre entro i primi cinque minuti di puntata, uccidendo per nutrirsi. Quindi, in un modo o nell’altro, Elijah è tornato ad essere un vampiro novello: riscopre la sete, l’uccidere gli umani per il loro sangue, il che, per chi segue la serie, non è un bello spettacolo da vedere. Fin da quando ci è stato presentato in The Vampire Diaries, il vampiro è sempre stato contro… beh, la natura dei vampiri. Ha sempre avuto un forte codice morale, e vederlo uccidere, affamato, senza ricordarsi di tutti i suoi demoni (come dimenticare la famosa porta rossa?), è qualcosa di sorprendente, e testimonia perfettamente la perdita della sua persona.

Antoinette e l’accettazione di sé

Con una piccola ellisse temporale (una settimana appena), ritroviamo Elijah a New York, intento a fare strage di umani, senza la minima riservatezza e con la massima violenza. Si sarà sì reso conto di essere un vampiro, ma non di tutto quello che comporta, ovvero la possibilità di soggiogare, la forza, i sensi amplificati, la capacità di guarire decisamente in fretta. Qui entra in gioco Antoinette, vampira che incontra nel mezzo della notte, intenta anche lei a cibarsi di un essere umano. La vampira lo riconosce poiché tutti, in un modo o nell’altro, conoscono gli Originali. È restia a concedere il suo aiuto, ma non appena si rende conto che effettivamente il vampiro non è in sé e davvero non ricorda niente, decide di dargli una mano. Grazie a lei, quindi, Elijah riscopre l’essere vampiro, ma sotto una luce tutta diversa. Impara tutto di nuovo, come un neonato che, crescendo, impara a camminare e ad esplorare il mondo.

Antoinette non è il vampiro che gli spettatori sono abituati a vedere: non ha un anello che le permette di camminare al sole, non ne vuole uno, le piace abbracciare le tenebre, e in esse vive, si conforta, si muove. Abbraccia l’essere vampiro nella maniera più tradizionale possibile, senza fingersi umana, senza camminare in mezzo a loro, in modo da accettare davvero ciò che è ed essere felice. Risulta essere un personaggio affascinante ed una ventata d’aria fresca per chi segue la serie. Proprio lei risulta essere la persona ideale per insegnare ad Elijah a vivere di nuovo, ma non solo: ad accettarsi esattamente per ciò che è, cosa che nessuno era veramente riuscito a fargli fare per più di mille anni. L’innamoramento dei due risulta inevitabile, e si tratta di un amore dal tocco differente, di quelli di cui la serie non ha esattamente abituato: semplice, quasi puro.

Un’interessante reunion

Sempre in rapporto al vampiro e al suo viaggio, ci sono un paio di interessanti reunion in questo episodio. Fondamentale risulta essere quella con Marcel. A New York, viene raggiunto dal vampiro, che gli intima di andarsene (in quanto lì, come lo spettatore sa, c’è Rebekah, e data la magia dell’Ombra i due fratelli non possono rimanere vicini). Qui, Elijah si ricorda improvvisamente di lui, in quanto il ricordo del vampiro che gli cancella la memoria è effettivamente l’unico che ha. Una ricerca e una serie di omicidi dopo (mentre commette una carneficina, la cinepresa si sposta verso l’alto, e risulta essere l’occhio dello spettatore, quello che vede Elijah da un gradino, che risulta essere morale, più in su) attirano l’attenzione del super-vampiro, che finalmente lo raggiunge e, senza rivelare molto, gli fa presente che il desiderio di cancellare la memoria è arrivato proprio da lui, che l’ha fatto per “salvare una bambina che per lui significa tutto” – sua nipote Hope – e che la scelta che ha fatto è stata quella giusta. Con un ultimo consiglio prima di sparire, Marcel gli intima di fidarsi di sé stesso e del suo istinto. E quel suo istinto lo porta in Francia, da Antoinette, dalla quale si era separato quando aveva deciso di capirci di più sulla sua condizione e cercare il vampiro che gli aveva cancellato la memoria.

Elijah Mikaelson è morto

Dopo le turbolente settimane iniziali, la vita dell’Originale scorre tranquilla per sette lunghi anni. Lui e Antoinette sono felici, così tanto che le chiede di sposarlo. Eppure, quella felicità sembra essere interrotta dall’arrivo di Klaus. È lì per riportarlo a casa, a New Orleans, dalla loro famiglia. Comprende che il fratello è senza memoria e che quindi risulterà confuso da tutto quello che gli sta dicendo, ma Hayley è scomparsa e lui ha bisogno del suo aiuto – spera almeno che il nome della donna che l’Originale ha amato incondizionatamente per anni abbia un qualche effetto su di lui, in modo da convincerlo a seguirlo. Dal dialogo fra i due fratelli sorge un fatto sorprendente: Elijah ha, dopo l’incontro con Marcel, recuperato alcuni ricordi, quelli che bastano per fargli sapere chi sono i membri della sua famiglia… ma non i sentimenti che lo legano ad essa. Si definisce un “nuovo Elijah”, una persona felice, e non più patetica come la sua precedente versione, sempre dietro al fratello come un babysitter cercando di non farlo andare sulla cattiva strada. Come dice lui stesso, Elijah Mikaelson è morto. Lui e Antoinette fuggono, ma come dice l’Originale alla vampira, possono stare tranquilli, perché Klaus non li seguirà. In tutto il loro scambio, le rivela, ha visto finalmente la morte negli occhi del suo interlocutore, che riflettono il fatto che persino una testa dura come Klaus ha capito che sì, suo fratello non c’è più, lo stesso che, per mille anni, ha illuminato la sua strada. Per quanto abbia il cuore spezzato, quindi, deve continuare da solo, lasciare che Elijah sia, finalmente, felice.

Dopo gli avvenimenti di questa puntata, che nonostante sia stata incentrata su un solo personaggio è stata ricca di contenuti, c’è da chiedersi come Elijah tornerà indietro (sappiamo dal piccolo teaser della quinta stagione che in qualche modo gli Originali si riuniranno, anche se al momento non sono ben chiare le circostanze). In fondo, nonostante sia una persona completamente nuova, al contempo è rimasto Elijah Mikaelson, anche senza quel “always and forever” che non solo lega lui alla sua famiglia, ma che lega tutti i suoi membri.

Per quanto l’Originale consideri il “vecchio Elijah” miserabile e pensi che la sua vita con Antoinette sia tutta la felicità di cui lui ha bisogno, è Klaus che risulta aver ragione su almeno un aspetto: nulla è come la famiglia. Mancano ancora dieci episodi, e proprio perché c’è ancora molto da approfondire, chi scrive è convinto che tutto ciò che ha detto il “nuovo Elijah” in questa puntata tornerà a tormentarlo. Con le nuove rivelazioni su Hayley, poi, probabilmente la memoria di Elijah tornerà quando è troppo tardi. Considerando la bravura di Daniel Gillies, sarà molto interessante vedere il momento in cui tutti quei sentimenti torneranno a galla, e come deciderà di interpretare il nuovo tormento che, senza dubbio, arriverà con essi.

Non si sfugge ai Mikaelson. Non si sfugge a quel “sempre e per sempre”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *