Il meglio del peggio vol.2: Bufu, Cinque Stelle e gamberi eroici

Cronaca

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Ogni settimana, le notizie più assurde, surreali e semplicemente improbabili che hanno solcato le pagine dei giornali italiani. Ecco a voi il meglio del peggio.

 

Cina: gambero si amputa una chela e scappa dalla zuppa

Ha fatto il giro del globo il video pubblicato su Weibo di un gambero che riesce a fuggire dalla zuppa a cui era condannato. Con l’acqua già bollente e una chela impigliata, l’eroico crostaceo si è amputato l’arto per poi allontanarsi con successo. Di fronte alla scena e al suo spopolare sul web, l’autore del video (presumibilmente lo stesso cuoco) ha dichiarato di aver lasciato vivere il gambero, che ora è allevato in un acquario.

[Fonte: Ansa, 4 giugno 2018]

Si finge un lord inglese al royal wedding, smascherato impostore italoamericano

Si chiama Thomas Mace-Archer-Mills, vanta un ruolo di consulente reale e presidente della Società monarchica britannica, e non esiste. L’aristocratico che commentava in mondovisione il matrimonio di Harry e Meghan – definendo la sposa una “americana rumorosa” in altezzoso accento british – altri non è che l’alter ego in tight e cilindro di Tommy Muscatello, ex agente immobiliare italoamericano. Tommy si era creato una posizione di rilievo come consulente reale e fabbricato dei finti antenati ad hoc per essere credibile, al punto da essere chiamato a consigliare i reali serbi e sostenere conferenze in giro per il mondo. Ad accorgersi del bidone sono stati i cronisti del Wall Street Journal.

[Fonte: Corriere della Sera, 3 giugno 2018]

“Bufu”: il neologismo firmato DPG entra di diritto nel vocabolario Treccani

Acronimo di By Us Fuck U, slang americano per all’incirca “Da parte nostra, va’ a quel paese” (in maniera un tantino più colorita), il termine “Bufu” è stato portato alla ribalta dalla formazione trap Dark Polo Gang, e ora è ufficialmente parte del vocabolario Treccani. “È uno degli esempi più recenti di linguaggio giovanile, il gergo che si rinnova con il succedersi delle generazioni, diciamo ogni cinque-dieci anni.” È quanto si legge in fondo alla definizione, dimostrando come “Petaloso” fosse solo l’inizio della fine.

[Fonte: DeerWaves, 6 giugno 2018]

Il meglio del peggio di questa settimana: Berti accusa il Pd di disertare la fiducia di Conte in Senato. Ma la foto è della Camera.

La foto postata da Berti in occasione della fiducia a Conte.

Accusa di Berti (M5S): “Pd assente in blocco per la fiducia” in Senato, ma la foto è della Camera

Gaffe del giovane deputato grillino Francesco Berti, che in occasione della fiducia a Conte in Senato ha pubblicato su Facebook una foto degli scranni vuoti del Pd accompagnata dal commento “Ecco l’opposizione dura del Pd: zero rispetto dei cittadini”. Salvo che i banchi in questione erano della Camera. A seguito di un’altra immagine a rincarare la dose, è infine arrivata la giustificazione del neodeputato.

[Fonte: Il Giornale, 5 giugno 2018]

Napoli: sul menu di un pub compare il crostone Hitler

Segnalazione da una crostoneria in via Bernini al Vomero: nel menu è incluso un panino dedicato al fuhrer, in mezzo ai tanti che prendono il nome da celebrità e personaggi dei fumetti. A nulla sono valse finora le proteste del consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli. Il titolare si è rifiutato di rimuoverlo dalle liste. Fra i battesimi discutibili anche un Luther King con polpette di quinoa.

[Fonte: Il Mattino, 6 giugno 2018]

“Caso Gabibbo”, riaperto il contenzioso di plagio che dura da 16 anni

La Corte di Cassazione ha parzialmente accettato il ricorso di di Ralph Carey, creatore di Big Red – la mascotte della Western Kentucky University che Mediaset è accusata di aver copiato per dare vita al Gabibbo. La controversia legale, iniziata nel 2002, era stata inizialmente risolta nel 2007 dichiarando insussistente la causa americana, con una conferma della Corte d’Appello di Bologna nel 2011 e un ricorso rifiutato nel 2017. Ora la questione è ripresa in esame, valutando se il Gabibbo può essere un “plagio evolutivo” della mascotte di Carey.

[Fonte: La Repubblica, 7 giugno 2018]

(Foto di copertina: Simone Marte)

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