L’Età degli Eroi: annunciato da HBO lo spin-off di Game of Thrones

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Che i lavori su non uno, ma ben quattro (più uno) diversi possibili spin-off per l’acclamata serie televisiva Game of Thrones, tratta dalla saga letteraria A Song of Ice and Fire dello scrittore statunitense George R.R. Martin, fossero in corso era ben noto. Lo stesso autore aveva parlato di quello che poteva essere il “post-GoT” più volte nel corso degli anni.

Dai materiali disponibili, pubblicati e non, si potrebbe ottenere un numero altissimo di spin-off, tanto che gli amanti dei libri e della serie non sembrano trovare un accordo su quale evento, a loro logica, sia il più adatto per una serie tv, o semplicemente quale vogliano vedere prima – anche se, per ora, lo spin-off è solo uno, non è certo (ma altamente probabile) che ce ne siano altri in futuro. L’unica cosa certa è sempre stata una: la nuova serie non avrebbe avuto niente a che vedere con la Ribellione di Robert, a detta dello stesso Martin, in quanto ampiamente trattata all’interno di Game of Thrones, così come non si sarebbe trattato di una delle storie della saga di Dunk&Egg, amatissima ma non ancora completa (infatti, spiega, il suo desiderio è quello di evitare, come è successo, che gli avvenimenti televisivi superino quelli dei libri). I sogni di una grande fetta di fan con queste dichiarazioni erano stati distrutti, così come le teorie e le speculazioni erano aumentate: da Aegon il Conquistare alla regina Rhaenyra e la Danza dei Draghi, dalla prima Lunga Notte alla Ribellione Blackfyre.

Dopo mesi di trepidazione, in questi giorni HBO ha ufficialmente ordinato la produzione dello spin-off, sorprendendo milioni di fan sull’argomento in trattazione: l’Età degli Eroi.

L’annuncio di HBO: c’era una volta, migliaia di anni fa…

Nel comunicato rilasciato venerdì 8 giugno, si legge:

avente luogo migliaia di anni prima degli eventi di Game of Thrones, la serie racconterà la discesa del mondo dall’Età degli Eroi alla sua ora più buia. E solo una cosa è certa: dai terrificanti segreti della storia di Westeros alla vera origine degli Estranei, i misteri dell’Est, fino agli Stark leggendari… non è la storia che pensiamo di conoscere.

È noto a chi la segue che i tempi dei libri sono differenti da quelli della serie televisiva. Infatti, a grandi linee, l’Età degli Eroi ha inizio 10.000 anni prima degli avvenimenti di A Game of Thrones, primo libro della saga. Così come la Lunga Notte ha luogo circa 8.000 anni prima. Nella serie, per ragioni logistiche, i tempi sono molto più ristretti. A grandi linee quindi, pura speculazione di chi scrive, lo spin-off potrebbe partire 2.000 anni prima, forse anche un po’ meno, degli avvenimenti della prima stagione della serie.

rappresentazione della Lunga Notte di Game of Thrones, dell'artista Marc Simonetti

Rappresentazione della Lunga Notte in The World of Ice and Fire, dell’artista Marc Simonetti.
Si diceva che gli Estranei cavalcassero enormi ragni di ghiaccio, così come cavalli morti che resuscitavano per renderli loro destrieri. Maester Yendel aggiunge che lo stesso trattamento veniva riservato agli uomini, riportati “in vita” per combattere per loro, come visto nell’adattamento televisivo.

L’Età ha portato alla prima Lunga Notte, quindi la presenza degli Estranei sembra garantita, così come sembrano essere le figure di Bran il Costruttore (fondatore della casata Stark) e Lann l’Astuto (fondatore della casata Lannister). Facendo parte dell’Età, è anche probabile un viaggio in quella che era l’Antica Valyria, andando a conoscere la casata Targaryen come mai vista prima – in quanto non si parla di re e regine, ma di una casata minore, quasi, alcuni oserebbero dire, di poca importanza. I fan della serie ritroverebbero quindi le famiglie che tanto amano, ma sotto una luce completamente diversa.

Per la storia, beh, quello è tutto da vedere: sembrerebbe non essere ciò che pensiamo.

L’Età degli Eroi: teorie e speculazioni

Per quanto il comunicato abbia mandato i fan di Game of Thrones in visibilio, non c’è stato uno stop alle speculazioni. Per quanto chiaro l’argomento, infatti, la descrizione della nuova serie rimane vaga. Chi ha letto i libri, in particolare The World of Ice and Fire: The Untold History of Westeros and the Game of Thrones (2014), infatti, sa che la cosiddetta “Età degli Eroi” copre, in realtà, un arco temporale di migliaia di anni. Tante sono le storie che si possono raccontare, dalla prima Lunga Notte, come citato nel comunicato, alla nascita così come al disastro dell’Antica Valyria, andando quindi ad esplorare i draghi, amatissimi dai fan.

Attraverso Maester Yandel, scrittore del volume, si viene infatti a sapere che:

Quel che davvero sappiamo di quei giorni antichi non è più di quel che sappiamo del Tempo dell’Alba. Le storie che abbiamo ora sono il lavoro di septi e maestri che scrissero migliaia di anni dopo i fatti – tuttavia, a differenza dei Figli della Foresta e dei giganti, i Primi Uomini di questa Età degli Eroi lasciarono delle rovine e degli antichi castelli […] È attraverso questi resti che cominciamo a stanare la verità dietro la storia.

The World of Ice and Fire: the Untold History of Westeros and the Game of Thrones (pg. 10)

E il comunicato dell’emittente HBO sembra strizzare l’occhio a queste parole, sottolineando quel “non è la storia che pensiamo di sapere”. Si sa, quando un evento viene tramandato, c’è sempre qualcuno che toglie un dettaglio per aggiungerne un altro, e a furia di modifiche nel corso di migliaia di anni risulta essere completamente diverso da quel che in realtà è stato.

Che i draghi, come affermato dallo stesso Maester Yandel, fossero già a Westeros prima dell’arrivo dei Targaryen? Ci sarà il modo di conoscere Daenys la Sognatrice, o la regina Nymeria e le sue 10.000 navi? Che la storia di Brandon il Costruttore e la Barriera non sia quella che noi lettori conosciamo, così come quella della prima Lunga Notte e di Azor Ahai (uno dei punti cardine dell’intera serie di Game of Thrones, soprattutto in queste ultime stagioni)?

Rappresentazione dell'antica Valyria in Game of Thrones dell'artista Ted Nasmith

Rappresentazione di Valyria in The World of Ice and Fire, dell’artista Ted Nasmith.
La possibilità che si esplori l’Antica Valyria prima del Disastro, andando a conoscere la casata dei Targaryen sotto una nuova luce, è molto alta.

Le domande sono tante e, con il passare delle settimane, si faranno strada sul web teorie e speculazioni di avidi lettori e spettatori.

Una cosa è certa: l’inverno è arrivato, e nel 2019 avrà la sua conclusione. Ma, per l’universo delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, i suoi personaggi, le sue famiglie e la sua storia, la fine non è nemmeno in vista.

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