Cosa ha detto Conte alle Camere, in 10 passaggi

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In data 5 e 6 giugno 2018 il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha pronunciato di fronte ai due rami del Parlamento, rispettivamente Senato e Camera dei Deputati, il proprio intervento programmatico e di presentazione del Governo ai rappresentanti politici eletti il 4 marzo ed oggi seduti tra gli scranni ripartiti tra i vari gruppi parlamentari. Questo evento corrisponde a ciò che si suole definire “il discorso del Presidente per chiedere la fiducia” in quanto, per l’appunto, in seguito alle parole del Premier e ad uno spazio riservato a domande e risposte tra parlamentari ed esponenti dell’esecutivo, si procede con la votazione.

Nel caso siate particolarmente interessati ai numeri, a Palazzo Madama il governo ha ottenuto 171 voti a favore, 117 contrari e 25 astenuti mentre a Montecitorio l’esito è stato di  350 voti a favore, 236 contrari e 35 astenuti. Ciò significa solo una cosa: Governo sia!

Palazzo Madama, sede del Senato della Repubblica Italiana presso Roma.

L’intervento in Senato di Conte ha avuto inizio con il cordiale ringraziamento – non scontato – al Presidente della Repubblica e si è poi articolato in vari passaggi, che riassumiamo qui insieme a quello tenuto il giorno successivo alla Camera, in 10 punti:

 

I – CAMBIAMENTO

Termine molto (ab?)usato in campagna elettorale, ad esempio quando le elezioni del 4 marzo venivano descritte a priori come portatrici di un epocale cambiamento per la storia del nostro paese, oppure quando veniva annunciata la Terza Repubblica non per postera analisi degli storici ma in piazza e sui social prima del voto, arricchendo con questo sostantivo la retorica atta alla legittimazione politica di certi discorsi dei leader. Il termine cambiamento compare peraltro nel titolo del contratto di governo e, coerentemente, in aula la fiducia non viene chiesta “solo per il Governo” ma stando alle parole del Presidente: “per un progetto di cambiamento per l’Italia, esplicato in un contatto tra due forze politiche”.  Costituiscono un cambiamento  secondo le parole di Conte anche le mosse politiche compiute da Lega e Movimento (che hanno deciso di proporre un nome al Capo dello Stato – il suo – “solo una volta messi a punto i contenuti del contratto, rinunciando alle varie ambizioni personali”) e la stessa presenza di un personaggio come lui nei panni di Presidente del Consiglio. Egli  ammette infatti di non avere pregresse esperienze politiche e aggiunge: “Sono un cittadino che in virtù della propria esperienza di studio e professionale si è dichiarato disponibile. Non sono mosso da nient’altro se non spirito di servizio e sono profondamente onorato di poter offrire il mio impegno e le mie competenze per difendere gli interessi dei cittadini di questo meraviglioso paese e mi propongo a voi  e attraverso di voi ai cittadini come l’avvocato che tutelerà  l’interesse dell’intero popolo Italiano”). A detta del Premier: “Noi inauguriamo una stagione nuova. Presentarsi oggi all’insegna del cambiamento non è infatti retorica propagandistica ma necessità di aprirsi al vento nuovo che soffia nel paese”.

 

II – DIRITTI

Conte descrive come “prima preoccupazione del governo” la reintroduzione di quei “diritti sociali progressivamente smantellati negli ultimi anni”. Il premier cita provvedimenti quali il salario minimo orario e il reddito di cittadinanza e conclude parlando della gravosità del sistema fiscale che impedisce ai cittadini di pagare “in maniera semplice tasse eque” e ponendo come obiettivo la realizzazione della flat tax. Nessun accenno alla riforma Fornero e a relativi emendamenti che, in campagna elettorale, erano stati annunciati senza troppi dettagli come punto all’ordine del giorno da presentare al primo Consiglio dei Ministri (che nel frattempo si è riunito senza che ciò, come prevedibile, si verificasse). In seguito egli afferma di voler lavorare al potenziamento della legittima difesa.

 

III – CORRUZIONE E MAFIE

Giuseppe Conte annuncia poi l’impegno dell’esecutivo nella lotta alla corruzione, per mezzo di metodi da egli definiti innovativi come il Daspo ai corrotti e l’introduzione della figura dell’agente sotto copertura mentre per quanto concerne la giustizia il Premier parla di pene più severe per la violenza sessuale ed una riforma della prescrizione. Riceve il plauso delle opposizioni il passaggio in merito alla lotta alla criminalità organizzata, che vede il premier parlare di necessità  di coesione di tutto il Parlamento di fronte al nemico comune delle mafie e annunciare la volontà di “aggredire le finanze” di tali organizzazioni. Il discorso si interrompe però a causa di cori inneggianti frasi quali “Fuori la mafia dallo Stato!”, prontamente interrotti dalla presidente(ssa) del Senato.

 

IV – EUROPA

Conte annuncia “L’Europa è la nostra casa, è la casa di tutti noi. Come paese fondatore abbiamo il diritto di rivendicare un’Europa più forte e più equa. A tali parole reagirà in seguito tra gli altri l’ex ministro Delrio che con un cenno di ironia dirà  di aver apprezzato quanto a suo giudizio è  stato un repentino cambio di opinione da parte delle forze di governo. Conte parla anche di necessità di conciliazione tra l’Alleanza Atlantica (e l’amicizia strategica con gli Stati Uniti) e una necessaria apertura alla Russia della quale, dice Conte, “saremo  fautori”.

 

V – NON SIAMO E NON SAREMO MAI RAZZISTI

Per quanto riguarda il tema migratorio Conte attacca ciò che egli definisce “il business dell’immigrazione cresciuto sotto il mantello della finta solidarietà” e continua con: “Non siamo razzisti (…), ma l’Italia non può essere lasciata sola. (…) Difenderemo gli immigrati che arrivano regolarmente sul territorio, lavorano e si inseriscono nelle nostre comunità, ma dobbiamo combattere il traffico di esseri umani e riorganizzare forme di accoglienza”.

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A conclusione del proprio intervento il Premier dedica parole di commiato nei confronti di Soumaila Sacko, il sindacalista rimasto vittima di colpi di fucile mentre con dei connazionali Maliani raccoglieva materiali per costruire baracche in una fabbrica dismessa in Calabria. Annuncia poi che la sua prima uscita pubblica da Primo Ministro sarà dedicata ai terremotati.

 

Palazzo Montecitorio, sede della Camera dei Deputati, Roma.

Il giorno seguente Conte esordisce alla Camera ringraziando nuovamente il Presidente della Repubblica “per il ruolo svolto nei delicati giorni di formazione del governo” (passaggio apprezzato e applaudito da molti – Di Maio compreso), ma in seguito a ciò in aula si percepisce tensione quando il discorso continua con: “nell’ambito delle sue prerogative costituzionali [Sergio Mattarella] ha presieduto infatti alle attività e all’iter di formazione del Governo e gli sono doverosamente grato. (…) Una delle cose che più mi ha addolorato nei giorni scorsi è stato (…) un attacco alla memoria di un suo congiunto sui social. Adesso non ricordo esattamente…” e a queste parole risponde poi a tono Delrio ripetendo più volte – quasi gridando – il nome di Piersanti Mattarella (vittima di mafia nel 1980, fratello del Presidente, n.d.r.) a cui segue una duratura standing ovation.

 

Piersanti, fratello del Presidente Mattarella e vittima di mafia nel 1980, è stato al centro di una polemica intorno a un lapsus di Conte.

Piersanti Mattarella (1935–1980).

 

VI – GREEN ECONOMY

Conte parla poi di green economy: “Non solo uno slogan ma il futuro che vogliamo per i nostri figli“. Secondo Conte i cittadini devono infatti “riappropriarsi della ruolo della politica” anche in ambito economico, al fine di promuovere la produzione sostenibile, pensando a come conciliare libertà  individuali degli imprenditori, economia di mercato e necessità  tuttavia di “tracciare la linea di sviluppo” da seguire.

 

VII – INFRASTRUTTURE

Il presidente parla poi di infrastrutture, rispondendo alle critiche che accusano il Governo, specialmente nella propria componente grillina, di essere inviso ad esse: “Noi diciamo altro e lo rivendichiamo, (…) vogliamo operare valutazioni sui costi-benefici”. Le infrastrutture sono Infatti per Conte un “passaggio fondamentale nella politica di crescita” per quanto l’opposizione del MoVimento 5 Stelle all’alta velocità  in Val di Susa o al gasdotto Tap non sia ad oggi sopita.

 

VIII – DEBITO

Conte affronta poi il tema del debito pubblico Italiano e della necessità di ridurlo progressivamente e gradualmente, pur affermando la necessità di “Negoziare [in merito ad esso ed alla possibilità di sforarne i vincoli] a livello Europeo. Ci siederemo a quei tavoli volendo esprimere un indirizzo politico, ci auguriamo, con la fermezza e la risolutezza necessarie per essere ascoltati dai nostri partner“.

 

IX – CONFLITTO DI INTERESSI

Nel momento in cui il premier affronta successivamente il tema del conflitto di interessi, “una questione tormentata”, Conte è interrotto da alcuni deputati e incalza una replica energicamente applaudita da Di Maio: “I vostri interventi che sono volti a interrompere il discorso dimostrano che ciascuno ha il suo conflitto o pensa di avere il proprio conflitto [d’interessi], scatenando la contestazione dei partiti dell’opposizione e in particolare del PD. Continua Conte: “Sono stato frainteso (…) il conflitto d’interessi [si insinua] negli interstizi della società a qualsiasi livello (…) e noi cercheremo di introdurre una disciplina più rigorosa a tutti i livelli”.

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Conclude poi l’intervento: “Noi non arriviamo per stravolgere le cose. Minniti ad esempio ha ricevuto apprezzamenti tra le forze di maggioranza” (…) “Anche in ambito di Buona Scuola [vale lo stesso ragionamento:] ci sono però alcune criticità su cui intendiamo intervenire”.

Giuseppe Conte, premier del governo gialloverde

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

 

X – REAZIONE DELLE OPPOSIZIONI

Forza Italia decide ufficialmente di rompere la già sfumata alleanza elettorale di centro-destra, votando contrariamente alla fiducia.

Fratelli d’Italia opta invece per l’astensione (molti hanno visto in questa decisione tanto un segnale di prudenza da parte dei Meloniani nei confronti del proprio elettorato che storcerebbe il naso di fronte ad alcune proposte del Contratto quanto d’altro canto una realizzazione del veto non detto, da parte dei pentastellati nei confronti di FdI, in quanto i primi avrebbero preferito non schierarsi apertamente a destra ed in tal senso avevano ribadito di voler dialogare a seggi chiusi solo con leghisti o democratici. Di fatto il governo avanzerà però con buona probabilità diverse politiche che troveranno l’apprezzamento di quella destra ex A.N. oggi Fratelli d’Italia).

Oltre al già citato Delrio, Martina parla a nome del PD chiedendo “anche a nome [del governo] ancora una volta scusa per gli atteggiamenti, le ingiurie e provocazioni [rivolte alle istituzioni e al Presidente Mattarella]. Continua poi: “Il contratto che avete firmato serve a voi per stare insieme, non è un progetto per il Paese, (…) è una gigantesca cambiale che pagheranno le giovani generazioni (…) e se deciderete di presentare un condono mascherato, di discriminare i bambini negli asili, di presentare una controriforma fiscale dove chi ha di più paga di  meno, noi daremo battaglia”.

Il segretario conclude poi criticando l’analisi di Conte in merito alla contemporanea fase post-ideologica della politica Italiana e pone in contrasto le diverse visioni di Governo e democratici in merito a tasse, immigrazione, equità e lavoro.

“Altro che: «Destra e sinistra non esistono»! Questo è un governo di destra e dovete avere il coraggio di dirlo”  e conclude contrapponendo alle reazioni d’entusiasmo in merito alla formazione del Governo da parte di Le Pen, Farage e Steve Bennon una visione del mondo atta a difendere “la cooperazione,  la pace e la democrazia liberale figlia della resistenza di grandi Europei e Italiani. Noi siamo questo, altro che Orban, altro che la Le Pen. Sappia che populista non è popolare. Populista soffia sul fuoco delle parole. Popolare è chi è in grado di prendersi la responsabilità di risolvere i problemi anche quando non si prendono applausi facili”.

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Entrambe le camere hanno in seguito espresso il proprio voto e la nascita del primo esecutivo gialloverde (o della Terza Repubblica, secondo altri) è stata ufficializzata.

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