Il Milan è fuori dalle coppe per un anno: serve chiarezza nella sentenza

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È arrivata nella giornata di oggi la sentenza da Nyon: il Milan è fuori dalla prossima Europa League. I rossoneri non potranno prendere parte alle competizioni europee non per due, ma solo per un anno. La sentenza è piuttosto ambigua in quanto, a comunicato stampa appena uscito, si pensava che la squalifica fosse di due anni. In questo spezzone della sentenza si legge: “Il club non potrà partecipare alla prossima competizione UEFA per club a cui è qualificata nelle prossime due (2) stagioni (una competizione sola nella stagione 2018/19 o in quella 2019/20, in caso di qualificazione)”. Tradotto, significa che il Milan dovrà scontare la pena che gli è stata inflitta (cioè solo una stagione fuori dalle coppe) o nell’anno calcistico 2018-2019 oppure nell’anno 2019-2020. L’ambiguità è stata generata dal fatto che è ovvio che il Milan debba scontarla nella prossima stagione dato che è qualificata all’Europa League 2018-2019. Tuttavia, si pensa che la UEFA abbia citato l’anno 2019-2020 perché non ha ancora diramato la lista ufficiale delle squadre qualificate (pura formalità). La UEFA, nonostante si sia presa diversi giorni per far uscire il comunicato, è riuscita a non essere chiara. Ora i rossoneri hanno la possibilità di fare ricorso al TAS di Losanna, diritto che verrà esercitato entro i prossimi nove giorni.

La squadra più titolata d’Italia nel mondo subisce un colpo durissimo, soprattutto pensando alla sua gloriosa storia. I rossoneri pagano non solo la gestione del triennio 2014-2017 (con la chiusura del bilancio in negativo), ma pagano anche il fatto di non aver rispettato il fair play finanziario e di non essere riusciti ad essere in pareggio col bilancio. Ma soprattutto pagano l’incertezza sulla proprietà cinese e sul mancato risanamento del debito al fondo Elliott (che ha prestato alla cordata cinese 380 milioni, con gli interessi, per l’acquisto del Milan) che il presidente della squadra milanese, Yonghong Li, non ha la forza di pagare. La sentenza della UEFA è stata così pesante per queste ragioni.

L’inchiesta di report spiega al meglio quelli che sono i dubbi sul closing e sul futuro dei rossoneri, con Berlusconi che sembra essere ancora coinvolto. In un mare di incertezze l’unica cosa che si può mettere in evidenza è che l’ex Patron dei rossoneri, Silvio Berlusconi, ha dichiarato di aver lasciato il club in buone mani. Ma se amava così tanto il suo Milan, perché non si è accertato delle reali capacità economiche della cordata cinese, lasciando che la sua squadra sprofondasse, o quasi, nel baratro?

 

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