Trump contro il mondo: l’UE è un nemico, Tusk ritratta. Ma c’è disgelo con Putin

Cronaca

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L’ultimo affondo del presidente americano sembra coronare un circolo di detto-non detto sui rapporti fra Usa e Europa. Proprio mentre si trova in visita nel vecchio continente, Trump si sarebbe lanciato contro i membri europei della Nato, Germania in primis, e la politica commerciale della Ue, un “nemico” degli States al pari di Russia e Cina. Dopo aver proposto anche misure più aspre per la Brexit. E infine il vertice con Vladimir Putin. Ecco tutto quello che è successo in questa settimana di fuoco per Trump.

May or May not

È di ieri la dichiarazione del primo ministro britannico Theresa May alla Bbc: Trump le avrebbe consigliato di denunciare l’Unione Europea. Durante l’incontro di venerdì scorso, parlando della scottante questione Brexit che ha già causato le dimissioni di due ministri inglesi nell’ultima settimana, il POTUS avrebbe proposto alla May di “fare causa alla Ue” invece di proseguire i negoziati. Una soluzione che è parsa “troppo brutale” alla premier britannica, ferma sulle posizioni raggiunte nel Chequers agreement – una sorta di mediazione tra Hard Brexit e Soft Brexit, ovvero un’uscita che si realizzerebbe in modo graduale e sul lungo periodo, senza le avventatezze di un’esclusione netta dal Mercato Unico che affonderebbe le aziende britanniche.

Fino a qui tutto bene, circa. Se proviamo anche a mettere da parte gli ultimi tweet del presidente, in cui si punta il dito contro i membri europei della Nato, le relazioni Usa-Ue sembrano reggere. Non aiuta però che appena tre giorni prima dell’incontro con la May, The D abbia rilasciato un’intervista a Cbs in cui definisce l’Europa “un nemico”. Alla domanda su chi potrebbe essere in competizione con gli Stati Uniti, l’Europa apre la lista dei foes, seguita dalla Russia, che potrebbe essere un avversario “sotto alcuni aspetti”, e la Cina, indiscutibilmente un competitor a livello economico.

Una mezza verità?

Parole pesanti, certo, che per questo hanno avuto immediato respiro nella stampa internazionale. Ma, particolare non indifferente, Trump si è subito chiarito nell’intervista: “Non significa che siano cattivi. Significa che loro vogliono fare bene come noi vogliamo fare bene”. Poi mette le mani avanti, ricordando come entrambi i suoi genitori abbiano origini europee, precisamente tedesche e scozzesi, e lui rispetti i leader di oltreoceano, ma torna all’attacco: da un punto di vista commerciale l’Ue si sarebbe approfittata degli Stati Uniti, i membri della Nato non avrebbero pagato la loro parte e la Germania si è macchiata di uno “sleale” accordo energetico con la Russia. “Dovresti combattere per qualcuno e invece dai miliardi di dollari a quelli da cui ti stai difendendo. Penso sia ridicolo” ha commentato Trump.

Corre a riparare il danno Donald Tusk, presidente del Consiglio Europeo, che in un tweet ricorda come America e Unione Europea siano “migliori amici”, e che chi afferma il contrario vuole solo diffondere fake news. Effettivamente le parole di Trump, per quanto infelici, sono lontane da una comunicazione ufficiale e si lasciano aperte ad interpretazioni su cosa potranno significare in termini di provvedimenti. Oltretutto, a voler essere cinici, non è una dichiarazione così sorprendente – tutto in linea con il solito Trump. Un secondo intervento di Tusk è arrivato stamattina, in conferenza stampa con il premier cinese Li Keqiang: “È comune dovere di Ue, Cina, Usa e Russia non iniziare guerre commerciali”. Alleggerire le tensioni diventa obiettivo di prim’ordine.

Il freddo benvenuto del nord

Nel frattempo Helsinki si è preparata a ricevere Trump. Molti nella capitale finlandese sono scesi in strada a protestare, manifestando contro il summit con Putin nella piazza del senato. Tra la folla, bandiere pacifiste e cartelli contro i due leader. Non è un trattamento diverso da quello a cui si è assistito nelle altre capitali europee – vedi il caldo benvenuto dei manifestanti inglesi e del pallone gonfiabile raffigurante Trump con l’aspetto di un grosso neonato molto arancione e molto arrabbiato. (A proposito, una campagna di fundraising di attivisti americani per portare il pallone oltre l’Atlantico è appena stata conclusa con successo. Possiamo immaginare che lo vedremo ancora in molte manifestazioni anti-Trump.) A completare il quadro, poco benaugurante per il vecchio D, l’incontro con Putin a cui si presenta “senza alcuna aspettativa”.

“Il nostro rapporto con la Russia non è mai stato peggio di così” premetteva stamattina Donald Trump, attribuendo parte della colpa alle precedenti amministrazioni americane. Malgrado ciò, l’incontro si è aperto sotto i migliori auspici, con la volontà del POTUS di maturare “buoni rapporti in futuro”.

“Abbandoniamo questo clima da guerra fredda”

Segretezza sul contenuto del vertice privato fra i due, anche se i punti salienti (economia, difesa, missili, nucleare, Cina) sono elencati da Trump nel breve colloquio pubblico. Il clima non è dei peggiori, ma considerate le ultime dichiarazioni del presidente nei confronti della Russia, il futuro non sembra roseo. Quattro ore più tardi, quando i leader si ripresentano al mondo in conferenza stampa, il disgelo.

Il breve scambio fra Trump e Putin prima di procedere con il vertice privato. È il primo summit ufficiale tra i due, che si erano incontrati solo in occasione di eventi internazionali. Video dal sito ufficiale del Cremlino.

“Le relazioni non erano mai state peggiori di quattro ore fa. Ma adesso le cose sono cambiate.” è l’esordio di Trump di fronte ai media. Sottolinea più volte il bisogno di favorire il dialogo rispetto al conflitto, i disaccordi sono chiari ai due stati ma è possibile porre le fondamenta per una solida relazione. “Preferirei correre un rischio politico nella ricerca della pace, che rischiare la pace cercando di fare politica”.

Sulla stessa linea le parole di Vladimir Putin: “Dobbiamo lasciare alle spalle questo clima da guerra fredda, non c’è bisogno dello scontro. (…) Dobbiamo ricostruire le fondamenta dei rapporti tra i nostri paesi e trovare il modo di metterli sui binari della crescita.” E, sul crescendo, pulisce l’armadio dai vecchi scheletri: “Il Russiagate è una farsa, accuse che non hanno un fondo di verità”. Da qui la proposta di collaborazione per fare chiarezza, a patto che anche gli Usa permettano a loro volta di interrogare agenti sospetti sul territorio russo. L’incontro si chiude con il regalo della palla dei mondiali: “Ho la sensazione che io e Trump iniziamo a capirci molto meglio” è il commento conclusivo di Vladimir Putin.

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