Vittoria della Francia: i più forti trionfano al Mondiale

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Il Mondiale in Russia ci ha regalato numerosi colpi di scena, ma non sulla vittoria finale: i francesi, infatti, erano i favoriti. Probabilmente la Francia partiva in prima fila assieme al Brasile, eliminato ai quarti dal Belgio, per la conquista della coppa. La semifinale tra le due squadre sarebbe stata suggestiva, ma di certo, seppur questa partita non ci sia stata, non si può dire che ci si è annoiati.

La Russia, spinta lontanissimo dal proprio pubblico e da un’ottima organizzazione tattica, si ferma ai rigori, ai quarti di finale, contro una Croazia che arriva in finale per la prima volta nella sua storia. A questo proposito è fondamentale mettere in evidenza due sistemi calcistici che funzionano alla perfezione: Croazia e Uruguay. Rispettivamente con circa quattro e circa tre milioni di abitanti, sono arrivate tra le prime otto della competizione. Ciò significa che a livello nazionale si lavora così tanto bene da riuscire a creare delle realtà ben consolidate nel panorama mondiale, infatti, l’Uruguay vola ad alte quote da anni ormai. I sudamericani sono stati guidati dal loro allenatore Tabárez che, nonostante una brutta malattia, è stato presente con la sua squadra anche in Russia, regalando una bellissima storia a tutto il mondo.

Tra un Senegal eliminato solo a causa del fair play, una Germania appagata che fa una pessima figura arrivando ultima nel girone, una Spagna fatta fuori agli ottavi dai padroni di casa e una Danimarca che sfiora l’impresa ai rigori contro un’eroica Croazia, due grandissimi risultati per il Belgio, terza classificata, e per l’Inghilterra, la vittoria dei ragazzi di Deschamps risulta una conferma del pronostico iniziale.

Il movimento calcistico francese trionfa per la prima volta nel 1998, ironia della sorte proprio l’anno in cui è nato Kylian Mappe, oggi protagonista in questa vittoria dei francesi. A distanza di vent’anni, nel 2018, i Bleus vincono la loro seconda coppa del mondo. In questo ventennio, la nazionale calcistica francese è arrivata in finale del Mondiale ben tre volte, vincendone due e perdendo ai rigori nel 2006, contro gli Azzurri. Ma non solo. La Francia è arrivata, sempre nello stesso arco temporale, in due finali degli Europei, vincendone solo una e perdendo proprio quella in casa del 2016 contro il Portogallo. Didier Deschamps vince il Mondiale sia da calciatore e da capitano (nel ’98) che da allenatore (nel 2018) rendendosi protagonista di questi unici due trionfi francesi.

La nazionale francese non ha partecipato ai Mondiali del 1990 e del 1994, vincendo appunto poi quelli del 1998 e aprendo un ciclo. Questa è la testimonianza del fatto che da grandi fallimenti si può ripartire alla grande. L’Italia, data l’eliminazione dal Mondiale appena terminato, non può che prendere come esempio il modello francese.

Fermi un attimo. Ma ha vinto la Francia o ha vinto l’Africa? Questa non è una domanda da porsi. Tantissimi calciatori che hanno trionfato in questo mondiale, sono nati in Africa oppure sono di origini africane. Tutti questi giocatori sono cresciuti, calcisticamente e non, in una Nazione che ha dato loro la possibilità di affermarsi con un pallone tra i piedi. Spesso il mix di culture e di etnie diverse porta scontri e conflitti interni, in questo caso ha trionfato l’unione. Il mondo intero ha visto cosa può fare la forza di un gruppo a prescindere da tutte le diversità interiori. Oggi la Francia è una nazione multietnica e multiculturale e ciò non è affatto strano, questi 23 ragazzi lo hanno dimostrato.

Una squadra veramente piena di fenomeni e un grandissimo gruppo non possono, però, andare lontano senza una spettacolare organizzazione tattica. Deschamps ha messo in campo sempre il solito 4-3-3 eccetto dei piccoli cambi in alcune partite. La difesa, nonostante qualche gol di troppo subito, è stata il punto forte. Il centrocampo ha dato qualità e una copertura incredibile. E l’attacco, parla da solo. Giroud, però, non ha brillato: 13 tiri, 0 nello specchio e 0 gol. Tuttavia si è totalmente messo al servizio dei due fenomeni che aveva accanto, Mbappe e Griezmann con quest’ultimo principale candidato a rompere il duopolio del palloni d’oro di Ronaldo e Messi e decisivo in tutte le partite dagli ottavi in poi. Ancora una volta si è avuta la prova di quanto questo modulo, il 4-3-3, sia efficace per portare a casa i trofei a livello internazionale.

 

Con un’età media di 26 anni, i francesi, se non si sentiranno appagati da questa vittoria, hanno la possibilità di aprire un ciclo e di vincere due mondiali di fila, impresa riuscita nel passato solo al Brasile e all’Italia, ma in epoche e contesti ben differenti rispetto allo sport contemporaneo. Sarà necessario cambiare, ma le basi per i futuri successi ci sono eccome.

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