Migranti: l’Italia riceve il maggior numero di fondi dall’Unione Europea

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Minacce di tagliare fondi a Bruxelles e ultimatum all’Unione Europea. La linea del governo gialloverde in tema di bilancio europeo, emersa in risposta alla questione migranti, è chiara e poco incline a compromessi. Mentre ci si prepara a un nuovo braccio di ferro internazionale firmato Salvini, prolifera il dibattito: che ne è dei nostri soldi in Europa? Un post pubblicato su Facebook dal ministro Luigi Di Maio ha disseppellito un vecchio mito sui fondi che l’Italia verserebbe ogni anno all’UE:

L’Unione Europea non vuole ottemperare ai principi concordarti nell’ultimo consiglio europeo? Noi siamo pronti a tagliare i fondi che diamo all’Unione Europea. Vogliono 20 miliardi dei cittadini italiani? Dimostrino di meritarseli.

Solo che non è così. Come si può leggere nei bilanci della Commissione Europea, consultabili da chiunque sul sito ufficiale, i contributi annui italiani per il 2017 ammontano a 12 miliardi di Euro. E questo a fronte di 9,79 miliardi che dall’Europa sono stati spesi per l’Italia.

Contributi nazionali all'UE nel 2017. Un totale di 91 milioni di Euro/anno è stato ricevuto dall'Italia per far fronte all'emergenza migranti.

Spese dell'UE ai singoli Stati nel 2017. Un totale di 91 milioni di Euro/anno è stato ricevuto dall'Italia per far fronte all'emergenza migranti.

Anche osservando i dati degli anni precedenti, i soldi usciti dalle casse italiane non superano i 14,7 miliardi all’anno. I famigerati 20 miliardi non esistono. Anzi, se vogliamo essere fiscali, la spesa annua del 2017 è stata finora la più bassa dello scaglione 2014-2020.

Contributi italiani all'UE nello scaglione 2014-2017. Un totale di 91 milioni di Euro/anno è stato ricevuto dall'Italia per far fronte all'emergenza migranti.

Ma non è tutto. Dal momento che la scintilla per le polemiche è stata l’emergenza migranti, sembra corretto consultare le spese europee a riguardo, no? C’è un fondo speciale, che passa sotto il nome di AMIF (Asylum, Migration and Integration Fund, riferito nel sito del Ministero dell’Interno come FAMI), appositamente stanziato dall’Unione Europea per far fronte agli arrivi di migranti.

L’AMIF è organizzato per gestire il fenomeno migratorio sotto quattro punti di vista: rafforzamento del sistema di asilo, supporto dell’immigrazione legale e dei processi di integrazione, strategie per il ritorno in patria dei clandestini e combattimento delle migrazioni illegali, solidarietà verso gli Stati che devono affrontare i flussi più consistenti.

Ed è qui che la cosa ci riguarda da vicino. L’Italia sembra entrare appieno nella categoria di Paesi che necessitano di sussidi, visto che nell’ultimo anno ha ricevuto 91 milioni di Euro su un totale di 598 milioni divisi fra tutti gli Stati membri. In altre parole, circa un sesto della spesa annua europea per i migranti è diretto all’Italia, rendendola la maggiore beneficiaria del fondo AMIF per il 2017.

Spese dal fondo AMIF nel 2017. Un totale di 91 milioni di Euro/anno è stato ricevuto dall'Italia per far fronte all'emergenza migranti.

È un primato che tende a cambiare di anno in anno, in base alla direzione dei flussi di migranti e a quali Stati devono sostenere le spese maggiori. E rientra in un più ampio elenco di aiuti rivolti ai Paesi che si trovano davanti a situazioni di emergenza sociale ed economica. Per esempio, l’Italia risulta essere il quarto Stato in tutta Europa a ricevere più soldi per il welfare dei poveri (26,8 milioni/anno dal FEAD, Fund for European Aid to the Most Deprived), e il terzo in finanziamenti per la crescita competitiva (527,4 milioni/anno). Cosa che stride abbastanza con la retorica di un’Italia abbandonata dall’Europa.

Lo scivolone di Di Maio non è che la punta dell’iceberg di una tendenza a non verificare i dati. I numeri non mentono. E il minimo che possiamo chiedere alla politica è di prenderli giusti.

(Foto di copertina: Vito Manzari / Flickr)

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