Vita da Erasmus Vol.1: La scelta, le paure, la partenza

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Chiudi gli occhi. Prendi una boccata d’aria. Riaprili. Il momento è arrivato. Mesi di attesa passati a pensare che quel momento non sarebbe mai arrivato o che, comunque, fosse molto lontano. Invece no. Quel momento, è adesso.

“È uscito il bando per l’Erasmus, perché non provi a fare l’application?” “Sì, perché no, posso provare, ma se mi dovessero prendere non so se andrò.” Forse per molti l’avventura è partita in questo modo, questo, è stato davvero l’inizio. Un mese dopo vedi i risultati del bando, magari vieni anche preso in una delle tue mete preferite. Poi riinizia tutto da capo. “Mah si, accetto la meta così ho più tempo per pensarci, ma sono ancora in dubbio. Devo fare gli esami, devo finirli prima per partire, devo laurearmi”. Poi la cosa inizia a farsi seria. Forse dopo ci si rende conto che, una volta accettata la meta, è un peccato tornare indietro. È un peccato rinunciare a un’esperienza che, probabilmente, potrai fare solo una volta. È un peccato anche e, soprattutto, dire di no al viaggio della vita. Al viaggio che potrebbe cambiarti per sempre.

Così, tutto prende una piega diversa. Si inizia a pensare che, alla fine, si tratta di cinque, sei mesi all’estero e che tentar non nuoce, pur di non avere il rimpianto di aver detto no a una grandissima opportunità.

I saluti alla famiglia, agli amici sparsi in giro, la preparazione delle valigie, pensieri di ogni tipo che ti si attaccano alla testa. Poche settimane alla partenza, pochi giorni, poche ore. L’ansia cresce. E ti ritrovi davanti al gate dell’aeroporto. Pieno di dubbi e pieno di bagagli, con la consapevolezza che tornerai a casa non dopo settimane, ma dopo mesi. Pensando anche che non sei in giro per l’Italia, non basta un volo low-cost per tornare a casa, tutto è differente. Prendi l’aereo e pensi, guardi la tua terra, rifletti. Dopo vari aeroporti, vari voli, varie persone incontrate, finalmente arrivi. 

Gli inizi

Sei in una città che non conosci, sai solo poche parole della lingua locale. Fortunatamente parlano bene inglese e questo ti aiuta. Dopo pochi giorni prendi possesso di una casa e di una stanza che non sono le tue, che non sono quelle alle quali sei abituato. Tutto ti sembra strano all’inizio: i primi giorni, i primi passi per la città e, da buon italiano, le lunghe ricerche di un buon supermercato nei paraggi della tua casa. Ogni singola cosa porta solo un pensiero alla mente: “Ma chi me lo ha fatto fare?”.

In un clima in cui all’inizio ti sembra di essere solo, inizi a interagire con i coinquilini e con i primi ragazzi che conosci all’Università. Il Welcome Day, le prime lezioni in lingua straniera, i nuovi compagni di corso. Ogni cosa è nuova e maledettamente strana.

Un ragazzo, una volta iniziata questa esperienza, viene preso per mano dalle associazioni Erasmus del posto che ti offrono la possibilità di partecipare alle cene di benvenuto e di andare a bere qualcosa fuori con altri Exchange Students. E così che inizi realmente a immergerti in questa nuova vita, che sarà tua per cinque mesi o più.

“Ma sai che forse non è poi così male?”. Ecco. Che fine ha fatto quel pensiero che frullava nella testa nei primi giorni? Totalmente scomparso. Dopo pochissimo tempo quel posto che sembrava essere così lontano da te si avvicina e ti avvolge completamente.

Giorno dopo giorno interagisci con i tuoi coinquilini con i quali legherai tantissimo e ti sembrerà di conoscerli da anni, non da poco tempo.

Eh si, lo avrai sentito da tante persone. Qualche conoscente, qualche carissimo amico ti aveva avvisato, non dire di no. Te lo avevano detto che all’inizio sarebbe stato strano, ma non terribile, che avresti avuto qualche difficoltà e che ti sarebbe mancata casa, ma anche che ti saresti adattato subito. Te lo avevano detto, te lo avevano giurato, che sarebbe stata una bellissima esperienza. Ti sentivi ripetere queste cose. Non sapevi se fossero vere o meno prima di imbarcarti in questo mare tutto da scoprire. Solo dopo capisci, scopri e realizzi che avevano pienamente ragione.

Incontrerai e legherai con persone provenienti da tutto il mondo, questo è l’Erasmus: un miscuglio di culture provenienti da ogni angolo della terra. L’inglese e una nuova lingua, il divertimento, lo studio e le nuove scoperte. Ti confronterai con tutto questo, proverai e sperimenterai, senza mai stufarti di conoscere e di imparare.

Avevi chiuso gli occhi all’inizio. Non sai se li hai già aperti. Probabilmente sì, solo per pochi istanti, per renderti davvero conto di cosa sta succedendo. Ma poi li hai richiusi, per assaporare il momento, vivertelo davvero, e per riaprirli solo tra cinque, sei mesi o magari tra un anno.

Non sei solo in questo viaggio, avrai paura, ma non temere. Ti renderai conto che è stata la scelta giusta dopo pochissimo tempo. Sebbene tu possa avere dubbi e possa essere spaventato all’inizio, non dire no a un’esperienza che può solo farti crescere. Non dire no a conoscere, a stupirti e a meravigliarti. Non dire no a te stesso.

Sempre con la tua valigia in mano e lo zaino sulle spalle, vivila. Vivila con entusiasmo e con passione. Pensi questo e cammini verso il gate.

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