La guerra dei mondi: il radiodramma che cambiò la storia

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30 ottobre 1938. Ricordiamo questa data come il giorno in cui andò in onda su CBS il radiodramma che cambiò per sempre il modo in cui si percepiscono i media.

I radiodrammi erano originariamente dei testi di tipo teatrale pensati espressamente per l’oralità. Nel 1924, la BBC debuttò il suo primo radiodramma, e nel 1929 questa nuova forma di fare radio arrivò anche in Italia. Caratteristica comune dei radiodrammi era il genere, thriller, unico in grado di invogliare ad ascoltare assiduamente e arrivare al finale.

Che cosa ha però di particolare La guerra dei mondi?

Radio e marziani

Quello che Orson Welles (che allora aveva appena ventitré anni) e i suoi collaboratori del Mercury Theatre andarono a creare fu qualcosa senza precedenti. Nell’ottobre del 1938 Il Mercury Theatre aveva un segmento sulla CBS da ben sedici settimane, senza particolari successi ottenuti, in quanto in forte competizione con il Charlie McCarthy Show, in onda su NBC. Venne l’idea di dare una svolta al programma.

La guerra dei mondi è un adattamento del romanzo dello scrittore inglese H.G. Wells, datato 1897, che venne reso conforme alla società statunitense dell’epoca. L’idea di base era quella di trasmettere una serie di comunicati dal vivo (cosa non inusuale, visto il periodo storico) con la stessa forma di un notiziario radiofonico nel corso di un programma musicale. Così fu. Dopo le prime note venne fatta la prima interruzione, nel quale si annunciavano delle attività anomale in corso sul pianeta Marte. Ad essa si susseguirono altre interruzioni che sembravano dare un comunicato più preoccupante dell’altro, finché non si arriva alla notizia più sconcertante, ovvero lo sbarco dei marziani sulla terra.

Signore e signori, devo riferirvi qualcosa di molto grave. Sembra incredibile, ma le osservazioni scientifiche e l’evidenza stessa dei fatti inducono a credere che gli strani esseri atterrati stanotte nella fattoria del New Jersey non siano che l’avanguardia di un’armata di invasione proveniente da Marte.

Le vicende si susseguono più o meno nello stesso modo del libro, con però adattamenti conformi all’epoca e alla radio: collegamenti avvincenti come quello di un aereo pronto a bombardare i marziani e interventi di testimoni, governatori e scienziati. In sottofondo, rumori e urla. La conclusione è agghiacciante: il corrispondente muore in diretta, con la stazione radio che cerca, invano, di ristabilire il collegamento.

prove del Mercury Theatre prima della messa in onda del radiodramma "la guerra dei mondi"

Prove del Mercury Theatre prima della messa in onda de La guerra dei mondi.

Perché è importante

No, La guerra dei mondi non è il più grande troll della storia, anche se potremmo pensarlo se si è in vena di fare due risate. In fondo, la reazione al radiodramma non l’aveva predetta nessuno: quella sera sei milioni di americani (per quanto i rapporti siano contrastanti) si riversarono per le strade terrorizzati, convinti che gli alieni fossero davvero sbarcati sulla Terra.

In realtà, La guerra dei mondi ha segnato una svolta nel panorama mediatico mondiale. Il genio di Welles risiede nel fatto che per la prima volta i tre linguaggi della radio (informazione, cultura e intrattenimento) si mischiano, facendo quindi perdere la separazione fra fiction e realtà. Da quel momento in poi, non saranno più separati. Ci si rende conto di quanto le persone credessero incondizionatamente alla radio, facendo di essa un medium potentissimo, in grado di compiere le più forti manipolazioni – si pensi, per esempio, al suo utilizzo come mezzo di propaganda nei regimi dell’epoca. La guerra dei mondi ha messo alla luce il vero problema non solo della radio, ma di tutti i media: il quanto si possa credere a una notizia proveniente da essi.

Monumento commemorativo eretto nel luogo dell'atterraggio dei marziani secondo il radiodramma (Van Nest Park, Grover's Mill, NJ)

Monumento commemorativo eretto nel luogo dell’atterraggio dei marziani secondo il radiodramma (Van Nest Park, Grover’s Mill, NJ)

Dal 30 ottobre 1938 sono passati ottant’anni. L’insegnamento di quel radiodramma è ancora attuale, anzi, forse non lo è mai stato prima: in un’epoca dominata da fake news e dalla necessità di scandagliare il maggior numero di fonti possibili per arrivare alla costruzione della verità di un fatto senza intrusioni specialmente di tipo politico, Welles dimostra quanto l’uomo debba essere attento, quanto debba lavorare per essere informato per davvero.

Qui è Orson Welles, signore e signori. Fuori dal personaggio per rassicurarvi che La guerra dei mondi non ha alcun significato che quello offerto da questa festività: la versione radio del Mercury Theatre vestito con un lenzuolo che salta fuori da un cespuglio dicendo “boo” […] quindi arrivederci, e ricordate per favore per domani la terribile lezione appresa questa sera: lo sghignazzante, incandescente, globulare invasore del vostro salotto è un abitante del “funk in patch” e che se il vostro campanello suona e nessuno è lì, non si tratta di un marziano… è solo Halloween.

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