Vita da Erasmus Vol.2: Studiare all’estero e i falsi miti sull’Erasmus

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Dopo l’uscita del primo episodio, nel quale vi ho parlato delle ansie prima della partenza, prosegue questa rubrica dedicata appunto alla vita di uno studente in Erasmus. Dopo quasi quattro mesi in Portogallo, è tempo di tirare qualche prima conclusione.

Le differenze

Inutile dirlo, vivere all’estero è completamente diverso dal vivere in Italia. La prima e fondamentale differenza è il cibo. Come da stereotipo, gli italiani hanno bisogno di mangiare la pasta (quella vera, of course). Trovare i brand che ci piacciono fuori dal nostro paese risulta spesso molto difficile, perciò il pacco proveniente dalla nostra terra – il leggendario paccodagiù – non deve mai mancare. Esatto, proprio lui. Quel pacco che viaggia da sud a nord quando si è uno studente fuori sede e quello che in Erasmus viaggia da est a ovest o dall’Italia alle più disparate mete in giro per l’Europa.

Il clima è davvero differente e diseguale in tutta Europa, tutto sommato in Italia non possiamo lamentarci. Magari senza il grigiore invernale tipico nordico sarebbe meglio, tuttavia si passa da climi primaverili d’inverno a climi glaciali in autunno, ovunque.

La vita è fatta di scelte

Un ragazzo, un adulto ad un certo punto si ritroverà davanti a una scelta nella sua vita, una scelta che molti probabilemente hanno preso inconsapevolmente: vivere all’estero o vivere in Italia?. Ci sono due differenti scuole di pensiero su questo argomento, che riguardano diversi aspetti, uno su tutti il lavoro. Non si arriverà mai a una precisa soluzione, a una conclusione. Tuttavia, c’è un qualcosa che potrebbe aiutare e che non dovrebbe mai mancare: la costante scoperta di nuove culture e di nuovi paesi.

L’Erasmus ti da questa grandissima possibilità. Anche per semplici weekend spesi a tre ore dalla città in cui stai trascorrendo il tuo periodo di studi all’estero, con gli amici, con i fratelli, che hai incontrato durante il tuo percorso. Viaggiare è ciò che ci rende forti e consapevoli di cosa è il mondo, consapevoli di ciò che ci circonda. In Erasmus è necessario staccarsi da quelle che sono le tue convinzioni pregresse e attaccarsi all’incerto. Non sai mai dove questo percorso di crescita ti poterà, ma d’altro canto avrai la certezza che non potrà non piacerti e che imparerai a conoscere e imparerai. Non si tratta solo di apprendere la cultura del paese che ti sta ospitando, ma è più un mischiare la propria cultura con gli International Students provenienti da tutto il mondo. La tua vita ne uscirà arricchita, senza ombra di dubbio.

Questo è uno dei modi per capire se in futuro vorrai vivere in Italia o all’estero. Provaci, conosci e goditela. L’Erasmus serve anche a questo.

La convivenza

Un altro aspetto caratteristico e curioso di questo tipo di vita, perchè è di un’esperienza con la E maiuscola di cui stiamo parlando, è la convivenza con studenti provenienti da tutto il mondo. Vivrai con tre, quattro, sette o dieci studenti in una casa, o magari con venti o settanta in un residence. Il risultato non cambia, sarà incredibile. Non tutti hanno avuto la fortuna e hanno la fortuna di convivere bene con delle persone che hanno prenotato la tua stessa casa tramite un sito web e che prima nemmeno conoscevi. Tuttavia, magari tu hai avuto quella fortuna e ciò non può che rendere ancor più indimenticabile la tua esperienza. I problemi non mancheranno, ma non saranno di certo irrisolvibili e non ti causeranno troppo stress. Vivere con altre persone fa sì che si crei un legame tra voi indistruttibile, indissolubile e, stanne certo, li rivedrai tante volte nella tua vita. Saranno come fratelli e sorelle e salutarli dopo diversi mesi insieme, sarà molto dura per te. Davvero davvero dura.

Ma è vero che in Erasmus non si studia?

Sfatiamo subito il più grande mito della storia dell’Erasmus. “Andrai in Erasmus e non farai nulla, non studierai”. Falsità assoluta, per diversi motivi. Si tratta semplicemente di un modo diverso di studiare, più vicino a quello delle nostre Scuole Superiori ma con la quantità di studio di un’Università. Considera comunque che in Italia le Università sono difficili e che studiamo tanto, perciò il paragone tra l’Italia e le altre Università nel mondo – anche fuori dall’ambito Erasmus – è difficile da fare, eccetto qualche caso. Ogni settimana hai diverse presentazioni per diversi corsi e serve tempo per quelle, poi i parziali sono tanti e c’è anche l’esame normale nella sessione che, tuttavia, assume un valore compreso tra il 20 e il 50% del voto, perciò è normale che non ci sia la stessa quantità di studio di un completo esame finale in Italia. L’esame ha questo valore in quanto le presentazioni e i parziali hanno un peso e richiedono una certa quantità di studio.

Comunque tranquillo, se ti sai organizzare questo non influenzerà il tuo divertimento, parte fondamentale del tuo Erasmus. Potrai fare entrambe le cose e le potrai fare bene, quindi non rinunciare mai a uscire a cena fuori, a bere qualcosa o andare a ballare, ricordati che le persone con cui stai le riverdrai poche volte nella tua vita. E a queste persone, vorrai davvero tanto bene.

In questi ultimi mesi sono stato in Erasmus nell'Università Cattolica del Portogallo

L’Università Cattolica del Portogallo dove sono stato in Erasmus in questi ultimi mesi

Un’esperienza meravigliosa

Lo so che vivere lontano da casa, dalla tua famiglia, dai tuoi amici, non è facile. È complicato. Ma le amicizie che stringerai in Erasmus saranno la tua seconda famiglia, dunque parti. Se sei preoccupato o se i tuoi genitori lo sono, tranquillo, è normale.

Finché una cosa non la provi non saprai mai com’è, stessa cosa vale per l’Erasmus. I commenti e le opinioni dei ragazzi riguardo all’Exchange Program saranno solo buoni, perciò non farti influenzare da opinioni negative, non sono realistiche. È impossibile non parlare bene di un’esperienza mozzafiato, non paragonabile a nient’altro nella tua vita.

Ah e ricordati, ti basta la carta di identità o un passaporto per volare e buttarti in questa esperienza pazzesca. Perciò fallo. Non te ne pentirai.

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