Vita da Erasmus Vol.3: La fine dell’esperienza più bella della tua vita

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VERSIONE ITALIANA

Buttare gli ultimi biscotti rimasti nella credenza, ripulire la stanza dalle poche cose rimaste, chiudere le valigie. Eccoci qua. Ti ricordi quel momento in cui avevi chiuso gli occhi per buttarti in questa esperienza? Esatto, hai capito bene, è arrivato il momento di aprirli.

Ti sembra surreale, quasi impossibile, ma è tutto vero: il semestre più bello della tua vita è giunto alla fine. Ancora non hai realizzato. Non hai realizzato che non puoi più chiamare i tuoi amici e vedervi quando volete all’Erasmus Corner. Non hai realizzato che non ci sarà più nessuno a suonare il campanello di casa tua con una bottiglia di vino in mano. Non hai realizzato, e forse ti ci vorrà un po’ di tempo, che la tua esperienza è terminata.

Hai pensato a un punto di partenza, perchè d’altronde la fine, si sa, viene da sé. Quando sei salito su quel treno non sapevi tutto quello che ti avrebbe aspettato, forse nemmeno te lo immaginavi. “L’importante è il viaggio e non la destinazione” eh già, il viaggio, l’esperienza, tutto quello che hai vissuto rimarranno segni indelebili nella tua testa, nel tuo corpo, in tutto te stesso. E la destinazione, il capolinea, sarà costernato dal tristissimo suono delle tue lacrime che cadono nella tua città Erasmus, la tua seconda casa. Tuttavia ti rimarrà qualcosa di grande, di grandissimo, di inspiegabile a chi non l’ha vissuto. Un’esperienza che ti porterai dentro tutta la vita.

Non è un addio

L’ultima passeggiata malinconica in riva al mare è straziante. Hai la consapevolezza che quella è l’ultima volta, da studente Erasmus. Pensi e ripensi a tutto quello che hai, che avete combinato nei mesi scorsi. Passi attraverso quei luoghi in cui tutto è iniziato e poi continuato. La disperazione è così grande che stenti a trattenere le lacrime, con un senso di spaesatezza che ti avvolge e che non ti lascia andare.

L’aspetto più tragico rimane quando devi salutare i tuoi amici. Persone che hanno toccato la tua vita per cinque mesi e che poi vedi andare via o li vedi salutare mentre ti allontani su un taxi. Sai che non sarà più come prima, non potrai più vederli quando vuoi, cenare, uscire e fare tutto insieme. L’unica cosa che non cambierà sarà il rapporto che avrai con loro. Ovunque andrai in Europa saprai che avrai dei fratelli e delle sorelle sparsi in giro per il mondo, sempre pronti ad aspettarti e ad ospitarti, come farai tu con loro.

Chiudi la porta

…e lasci la tua casa. Perchè si dai, parliamoci chiaro, quella è la tua casa e, soprattutto, quella è la mia camera! Non è pensabile che qualcun’altro vada a dormire nel tuo letto al posto tuo! Ma sì dai, tranquillo, in fondo sarà solamente un altro studente come te, pronto a passare quello che hai passato tu, cerca di capire.

Quanti ricordi, cene, feste, piatti da pulire, cose che si rompevano e che non venivano mai aggiustate, coinquilini che cucinavano a tutte le ore del giorno, colazioni di ogni tipo, uova alle tre del mattino e ragazzi che facevano un pisolino nel bancone della cucina. Tutto questo non c’è più, rimarrà solo un caldo e vivo ricordo nel tuo cuore.

Amici da una vita?

Si. Amici per sempre.

La domanda che ti frulla per la testa a fine Erasmus è: ma come è possibile che li conosca solo da cinque mesi?

Siete tutti lì per diversi motivi, che poi in realtà convergono in uno solo: fare amicizia. Tenendo la metafora che abbiamo fatto sull’immergersi in questa esperienza, siete tutti sulla stessa barca. Questa volta, però, si sta a galla. Tutti a bordo di un’unica nave chiamata “Exchange Students World” e il rapporto che si crea è ai limiti dell’inimmaginabile.

Paura, divertimenti, canzoni, brividi, lacrime e gioie. Avete condiviso tutto questo e non smetterete mai di farlo. Quello che si è creato tra te e i tuoi amici, anzi scusami, fratelli, è surreale. Fino a pochi mesi fa nemmeno vi conoscevate, culture, paesi e lingue diverse. Oggi vi ritrovate a pensare che stare senza di loro è straziante e forse, amico mio, non lo hai ancora realizzato.

Ti si stringe il cuore e lo stomaco ti fa male, non posso credere che non potrai più sentirli non appena ti svegli e vederli dopo una mezz’oretta, che non mangerai la pasta o il risotto cucinati da loro, che non puoi andare a prendere una birra con loro tutte le volte che vuoi.

Questo è l’Erasmus

L’unica cosa nella quale riesci a trovare un pizzico di consolazione, è il fatto che in tutto ciò ci sono passati tutti. Chiunque abbia fatto un Erasmus ha vissuto quello che ora stai vivendo tu. In fondo, parliamoci chiaro, è un giusto compromesso. Non è giusto che tu abbia passato il semestre più bello della tua vita senza dare nulla in cambio. Sei disperato, è vero. Ma è così che funziona il gioco. Mentre sei triste e pensi a tutto quello che hai fatto, alla tua esperienza e ai tuoi amici, pensa che è giusto così. Dare e ricevere. Ricevere e dare. Tu hai ricevuto la gioia più grande che potessi aspettarti dalla tua vita da studente, adesso pensa che è giusto che ci stia un po’ male.

Per tirarti su il morale, però, rifletti. Mentre ti asciughi la lacrima che cade sulla maglietta che hai addosso, regalata dal tuo migliore amico Erasmus, pensa a quanto ti ha dato il tuo semestre da Exchange Student. Pensa che quella sofferenza che stai provando adesso, è solo il frutto di un bagaglio personale che è cresciuto inverosimilmente dopo la tua esperienza all’estero. Ti rimarranno le foto, i souvenir e tante altre cose. Ma soprattutto ti rimarrà dentro un qualcosa di così grande che è inspiegabile, un qualcosa di incomprensibile da parte di chi non l’ha provato.

“Ovunque andrai avrai un amico pronto ad accoglierti..”

E a proposito degli amici di una vita? Eh si caro mio, li rivedrai sicuramente. Dai non mentire, so che hai già prenotato i biglietti per andare al Carnevale in Olanda o all’Oktoberfest in Germania. Ah e dimmi la verità, hai già avvisato i tuoi genitori che d’estate ti serve la casa libera per una settimana per ospitali. Pensando sempre a quella tua amica che, più grande di te, ha già in testa di sposarsi e tu aspetti solo di mettere l’abito in valigia e partire per il Nord Europa per festeggiare con lei al suo matrimonio.

I tuoi amici, i tuoi fratelli, le tue sorelle. Li rivedrai sempre. Non temere, amico mio.

Tre passi

Ho deciso di scriverti tre piccole lettere, prima con le lacrime di paura, poi con le lacrime di gioia. Adesso ti scrivo con le lacrime agli occhi, sento e vivo con ansia, paura e felicità. E sai perchè? Perchè, come te, ci sono passato anche io. E lo sto vivendo adesso. Teniamoci la mano a distanza, abbracciamoci. Abbiamo bisogno l’uno dell’altro. Non ho chiesto molto alla fine della mia esperienza. E non voglio chiedere nulla. L’unica cosa che desidero è avere accanto i miei amici, quelli con cui ho vissuto tutto questo. Ma non lo chiedo, perché non ce n’è bisogno. Perchè so che sarà così.

Fortunatamente sei di nuovo con gli amici nel tuo paese o nella città in cui studi e tutto questo smorza un po’ il post Erasmus e, davvero, è meglio così.

Tremo al pensiero che i cinque mesi più belli della mia vita siano finiti. “Una volta Erasmus, per sempre Erasmus”, è finita fisicamente, ma non mentalmente. Dentro di te continuerai a vivere tutti i momenti belli che hai passato e ti sembrarà di essere lì, sempre, di non essertene mai andato. Non scoderemo mai ogni singolo momento che abbiamo vissuto.

“L’Erasmus non è un semestre della tua vita, ma la tua vita in un semestre”. Non smettere mai di credere in te stesso. Questa volta ci hai creduto e ti sei regalato cinque mesi che definire meravigliosi sarebbe riduttivo.

Ora amico mio è arrivato il momento di riaprire gli occhi. Lo zaino rimane sulle spalle, questa volta con un peso diverso, e la valigia, incollata alla mano. Sono fiero di te. L’hai vissuta con entusiasmo e passione. Pensi questo e ti lasci l’aereoporto alle spalle. Pronto per un’altra avventura.

ENGLISH VERSION

The end of the most beautiful experience of your life

Throwing away the last biscuits left in the cupboard, cleaning the few things remaining in the room, closing the luggage. Here we are. Do you remember that time when you closed your eyes to rush into this experience? Exactly, you got me right, now it is time to open them.

It sounds unreal, maybe impossible, but it is true: the most beautiful semester of your life came to an end. You have not realized it yet. You have not realized that now you cannot call your friends and hang out with them whenever you want at Erasmus Corner. You have not realized that nobody will ring at your door holding a bottle of wine. You have not realized, and maybe you will need some time for it, that your experience is over.

At the beginning, you were only thinking of leaving because, as you know, the end follows. When you jumped on that train you could not imagine everything that was waiting for you. “It’s a journey, not a destination” yes, that journey, the experience as well as everything you have lived will remain as permanent signs in your head, your body, in every piece of you. And the destination, the final stop, will be dismayed by the saddest sound of your tears that are falling in your Erasmus city, your second home. However, something incredible will persist and it will be impossible to explain for who has not lived it. An experience that you will keep all life long.

Not a farewell

The last melanchonic walk on the shore is devastating.  You are aware that it will be your last time as Erasmus student. You think and you think again of everything you had and what you did in the last months. You go through those places where it all started and went on. The sorrow takes over you and you cannot prevent yourself from crying, feeling lost and not being able to get over it.

The most tragic thing is saying goodbye to your friends that have been part of your life for five months. You look at them walking away from a taxi. You know that it will change, but your relationship will not. Everywhere you fly across Europe, you will have brothers and sisters around the world, waiting for you, as you will be waiting for them.

Close the door

…and leave your home. Yes, because that is clearly your home and, above all, that is your room! You cannot imagine that someone else is going to sleep in your bed, at your place! But don’t worry, he or she will be just another student, ready to experience the same things you went through, try to understand.

So many memories, dinners, parties, dishes to wash, things that got broken but never repaired, flatmates cooking at every hour of the day, infinitly different types of breakfast, eggs cooked at three a.m. and guys sleeping on the kitchen counter. This will not happen again, but you will keep a warm and vivid memory in your heart.

Friends for life?

Yes. Friends for ever.

The question you have on your mind at the end of your Erasmus is: how is it possible that I have been knowing them just for five months?

You are all there for different reasons, that actually mingle into a single one: make friends. Holding the metaphor we made about diving into this experience, you are all on the same boat. But this time we stay afloat.  We are all boarding on one big ship called “Exchange Students World” and the arising relationship goes beyond every imagination.

Fear, amusement, songs, chills and joyful moments. You have shared all these things and you will never stop doing so. What rose between you and your friends, or better, brothers, is surreal. You did not know each other a few months ago and you came from different countries, languages and culture. Today you recognize how heartbreaking being apart can be, or maybe my friend, you have not realized it yet.

Your heart breaks and your stomach hurts, I cannot believe that you will not hear them as soon as you wake up and meet them after few minutes, that you will not eat pasta or risotto they cooked for you, that you cannot go to get a beer with them whenever you want.

This is Erasmus

The only thing able to give you a small consolation is that everyone went through what you are feeling. Everyone that has ever been on an Erasmus lived what you are experiencing now. And actually, this looks as a fair compromise. It is not fair that you have spent the best semester of your life, without giving anything in return. You are desperate, that’s true, but this is the game’s rule. While you are sad and thinking of what you did, your experience and your friends, you also believe that this is legitimate. Giving and reciving. Receiving and giving. You have received the biggest joy you could expect from your life as a student, now think that getting sad is normal. To cheer you up, think. Think for a bit. While you are wiping the tears falling down on the t-shirt that you are wearing up, given you by your “Erasmus best friend”, think about how much you have learnt and how much your semester abroad has given you. The pain you are feeling now belongs to an experience that made you grow up as you would have never expected. You are going to be surrounded by pictures, souvenirs and stuff. But mostly, you are going to have something bigger inside yourself, something that is unexplainable to whom did not try it.

“Everywhere you go you are going to have a friend ready to welcome you..”

What about friends for life? Yes my dear, you are going to see them again. Come on, do not lie, I know that you have already booked the tickets to go to the Carnival in The Netherlands or to the Oktoberfest in Germany. Ehm, tell me the truth, you have told your parents that in the summer you will need your house free because you are going to host your friends in your own country. Everything you do, thinking about your older friend that is already planning to marry her boyfriend and you are only waiting for suiting up and leaving to the North Europe to party at her marriage.

Three steps 

I decided to write you three little letters, at first with my eyes full of fear, then with joyful tears. Right now, I am writing you with tears, again, in my eyes. I am anxious, fearful and happy at the same time. I do not know what I am feeling, to be honest.

And you know why, my friend? Because, like you, I went through this experience. I am living it right now. Let’s just hold our hands, even if we are far away. Let’s hug it out, we need each other. I did not ask very much at the end of my experience and I do not want to ask anything. My only desire is having my friends next to me, those ones I lived this experience with. But I do not ask it, because there is no need to. Because I know that it is going to happen.

Fortunatly you are again with your friends in your town or in the city you are studying in and this could help to calm your “post-Erasmus” down.

I am shaking when I think that the best five months of my life are gone. “Once Erasmus, forever Erasmus”, this experience came to an end only physically, but not mentally. You are going to keep living all the moments that you spent inside and it will feel like being there, always, like if you had never left. We will never forget every single moment we lived.

“Erasmus is not a semester of your life, but your life in one semester”. Don’t you ever stop believing in yourself. This self-confidence granted you five amazing months. Even if saying amazing, probably, is not enough.

Now, my friend, is the moment to open your eyes again. The backpack is still in your shoulders, but this time with a different weight. And the suitcase, stuck in your hands. I am proud of you. You have lived this experience, your experience, with enthusiasm and passion. Think about it while you are leaving the airport behind you. Ready for another adventure.

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